ven 28 ago 2009
Che piccolo il mondo (un sms letto in ritardo)
Inserita da admin nella categoria Curiosità
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Agosto 2009
La sera di giovedì 20, eravamo in gelateria con Antonio e Marta. Si parlava delle vacanze appena trascorse e si è deciso di riprendere le gite Babbaluciche con una uscita al mare per Sabato. Destinazione Tusa, in prov.di Messina. Ho detto che nel W.E. sarei andato a Nissoria (EN) a trovare i miei, ma che avrei potuto organizzarmi lo stesso e partire da lì per raggiungerli.
Venerdì sera, giunto a Nissoria invio un sms ad Antonio: “fatemi sapere a che ora partite domani”. Appena in tempo par inviarlo che il cell. si spegne perché scarico. Lo metto in carica per tutta la notte.
Sabato mi sveglio di buon ora, preparo il mio zaino, vado a fare colazione al bar del mio amico con una speciale granita al limone e brioss. Parto. Dopo circa 20 minuti, mi accorgo di avere il telefono spento dalla sera prima. Lo accendo. Antonio aveva risposto al mio sms: “abbiamo rimandato la gita a Domenica mattina, partiremo verso le 10”.
Ormai ero per strada, sarei potuto tornare indietro ma ho deciso ugualmente di proseguire ed andare a farmi un bagno, anche se solo.
Seguo la SS117 che mi fa attraversare i monti Nebrodi passando per Nicosia, Mistretta, Reitano fino a S.Stefano di Camastra.
72km di curve ma con paesaggi spettacolari perché si arriva in montagna a circa 1200m passando dalla Sella del Contrasto da dove comincia una lunga discesa verso il mare. Giunto a S.Stefano dopo circa due ore, anziché andare verso Tusa, decido di fermarmi alla prima spiaggia che incontro. Un cartello indica il mare, e poco dopo mi trovo in un piccolo villaggio: Villa Mergi. Era quasi mezzogiorno e mi tuffo in acqua. Un mare favoloso. A pochi metri da me, si vedeva una enorme macchia nera che seguiva la lieve corrente marina verso destra e poi verso sinistra. Mi avvicino di più. Erano migliaia di sardine che nuotavano assieme a me e gli altri bagnanti. Faccio più di un bagno e verso le 15 decido di andare a pranzare. Appena al di la della spiaggia c’è una trattoria.
Dopo pranzo chiedo il conto e, dato che sulla porta della trattoria ho visto il logo dei miei buoni pasto, chiedo al cameriere se posso pagare con quelli. Lui mi dice che dovrei parlarne con la proprietaria e così, vado da lei. La signora mi dice che non c’è alcun problema. Do i buoni pasto e lei li guarda con attenzione e poi mi dice: “ma lei è di Palermo?” io rispondo che lavoro lì. E lei:”veramente mi riferivo al cognome, conosco il suo cognome, ma avevo degli amici a Nissoria” . Ho detto che sono originario di li e che magari conosceva i miei.
Inizia un breve colloquio.
Signora: bah, parlo di più di 30 anni fa, conoscevo Rita F., Sara L., Michela S.
Io: si, certo, conosco tutte quelle persone
Signora: venivo a Nissoria quando avevo 17 anni, ero fidanzata col fratello di Michela S., mi chiamo Giovanna.
Io: Giovanna? Ma si ricordo, abitavamo nello stesso pianerottolo, io sono Angelo, ero piccolino e giocavamo insieme quando veniva.
Signora: Angelo? Adesso che ti guardo bene, somigli a quel bambino, sei proprio tu, ti chimavamo “saittuni”. (saittuni in siciliano vuol dire coniglietto).
Io: ma certo lo ricordo benissimo, dicevo sempre al tuo fidanzato di chiamarmi quando arrivavi perché mi divertivo molto con te.
Signora: ma che piccolo il mondo, chi poteva saperlo di incontrarsi dopo più di trent’anni. E poi qui in questo villaggetto.
Io: in effetti sono qui solo per un caso, per un sms letto in ritardo. Aspetta adesso ti faccio vedere una cosa, vediamo se ti ricordi.
A circa 100 metri dalla trattoria avevo posteggiato la mia Dyane6. Esco, la prendo e la parcheggio davanti alla trattoria. La signora mi aspettava li. Appena mi vide arrivare, commossa e con un filo di voce mi disse:
“nooooo, questa è stata la nostra auto per qualche mese, che bei ricordi, ma so che subito dopo che ci siamo lasciati lui l’ha venduta ad una signora”.
Io: quella signora è mia madre.














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